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| Chiesa Assunta |
Chiesa Itria |
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| Duomo Soccorso |
Duomo Gualtieri |
II tempio custodisce inoltre quattro pregevoli statue lignee del '600 che rappresentano S. Nicola di Bari, San Liberante, San Filippo d'Agira e l’Addolorata. Molto più recenti sono le statue in cartapesta dell' Immacolata (1896) e del Sacro Cuore di Gesù (1928). Nella cappella del Crocifisso recentemente sono venuti alla luce alcuni affreschi. In piazza IV Novembre, all'interno della graziosaVilla Comunale, sorge il Monumento aiCaduti, realizzato da Domenico Borgia nel laboratorio "Pietrasanta" diNew York nel 1924.
La lapide recante i nomi dei caduti della Grande Guerra, originariamente applicata alla facciata della Chiesa Madre, e quella dei caduti del secondo conflitto mondiale sono state collocate nel sito attuale nel 1960. In piazza Carmine, il vecchio palazzo municipale (1921) ospita oggi la biblioteca comunale, la locale Sezione dell'Ufficio di Collocamento e la sede della banda musicale cittadina, costituita prima del 1890. Nella frazione Soccorso posta su un'altura a 210 m s.m.l., s'innalza l'edificio della Chiesa Madre (sec. XVI) dedicata alla Madonna del Soccorso.
Al suo interno, adornato da artistiche decorazioni, sono da ammirare: una tavola della "Madonna del Soccorso" attribuita a Domenico Cardillo (sec XVI), una tela di Andrea Jannelli raffigurante la "Salita al Calvario" (1622), l'altare maggiore (1729) e il pulpito seicentesco, entrambi in legno dorato, una tela della Madonna dell'Itria, proveniente dall'omonima chiesa, e tanti altri tesori d'arte che meriterebbero l'inserimento in un circuito di fruizione culturale. Nelle grandi occasioni l'altare maggiore viene addobbato con un prezioso paliotto in lamina d'argento. L'originaria volta della chiesa, con artistici affreschi, è crollata negli anni '50. Quella attuale è rivestita da semplici intonaci. A Sicaminò (287 m s.l.m.), dove si respira ancora la magica atmosfera incantata dell'antico borgo medievale e che i gualtieresi chiamano "u feu" (il feudo), il visitatore può ammirare il palazzo baronale degli Avarna (XIX sec.), rimaneggiato in stile neogotico agli inizi del '900 e parzialmente danneggiato da un incendio sviluppatesi il 23 gennaio 1981.
La cappella baronale, edificata nel 1896, viene aperta solo ad anni alterni, per la festa della Madonna delle Grazie. Sarebbe auspicabile una rivalutazione delle caratteristiche abitazioni coloniche, oggi abbandonate, e delle strutture agricole esistenti, per dare al borgo una destinazione agrituristica.












